Personal Shopper Immobiliare trasforma il passato in lussuoso presente.
In diversi articoli precedenti abbiamo illustrato la bellezza del territorio di una regione italiana ancora tutta da scoprire, ma candidata a ricoprire un importante ruolo nel mercato immobiliare della dimore di prestigio: le Marche.
Un territorio ancora vergine quello delle Marche e dominato dal corso naturale della campagna, sdraiate tra il mare Adriatico e gli Appennini, la maggior parte del loro paesaggio è quello collinare, dolcissimo e incantevole.
Gli innumerevoli scorci panoramici sono sempre caratterizzati dal segno delle case rurali, non vi è luogo dove non sorga una vera e propria casa rustica, che si è venuta trasformando da capanna a edificio in muratura pur mantenendo il ruolo fondamentale di vigile posto di osservazione dei campi e rifugio per il bestiame e dei suoi custodi. In ogni regione la casa rurale ha questa la stessa funzione, ma quella delle Marche assume in particolare aspetti e forme che seguono i bisogni e le abitudini del popolo rurale della regione differenziandosi soprattutto dalle costruzioni dell’Italia Meridionale.
Una delle caratteristiche principali, come dicevamo, è la scelta del luogo su cui sorge: sarà certamente il luogo più adatto del terreno dal punto di vista di comodità nell’accesso alle comunicazioni esterne, dall’edificio si snodano infatti le stradine vicinali che raggiungono le vie principali senza deviazioni, ed ecco che, ancora oggi, lasciando una delle tante strade principali e addentrandoci in una qualsiasi stradina di campagna, quelle bianche magari, strette e polverose in estate, certamente ci troveremo in una assolata aia, ma non è detto che invece potremmo trovare uno splendido esempio di ristrutturazione conservativa di un edificio contadino.

Tutt’intorno le geometrie dei campi coltivati ordinatamente che esprimono i tratti distintivi del popolo di questa regione: organizzazione e concretezza. Da sempre ed ancora oggi i contadini marchigiani raccontano una vita quotidiana fatta di rinunce e privazioni, di povertà e miseria ma non di disperazione, piuttosto di regole e gerarchie precise che hanno formato il carattere sociale di una popolazione fortemente attaccata al territorio. Egli ha mediato con la natura circostante, l’ha governata senza piegarla ed anche l’architettura della sua casa dimostra quanto rispetto egli abbia portato alla terra che lo ospitava.
Com’era fatta la sua casa? Pur riconoscendo caratteristiche molto personali e diverse in ogni edificio, alcuni tratti comuni possono essere individuati per le loro funzioni. Concepita inizialmente come capanno per il ricovero delle greggi, la casa colonica marchigiana si trasforma presto in edificio promiscuo per l’assolvimento dell’attività contadina: il più delle volte la struttura dell’edificio prevede un piano terra adibito al ricovero degli animali e un piano superiore adibito a vera e propria abitazione per la famiglia contadina, con un forno per cuocere il pane e i consueti spazi per il vivere quotidiano.
Nella casa rurale si assiste a una pluralità di funzioni che deve rispondere alle più diverse esigenze e proprio per questo che la casa mezzadrile è divenuta, nel corso degli anni, sempre più complessa ed articolata, sottoposta a diverse trasformazioni proprio per adattarla alle esigenze del momento, sia nella distribuzione degli spazi interni sia esternamente con l’aggiunta di nuovi corpi, uniti all’esistente o autonomi o, come accade nell’Ottocento, demolendo vecchi edifici e rifacendone di nuovi. I fabbricati colonici sono caratterizzati da tipologie costruttive semplici realizzate mediante l’utilizzo di materiali facilmente reperibili nelle zone limitrofe, quali il laterizio, la pietra e le malte di terra, che costituivano la così detta “muratura a sacco”, e da materiali lignei che costituivano le orditure portanti dei solai interpiano e quelli di copertura. L’architettura rurale scaturisce dunque dalla natura: dalla terra si ricavano i materiali da costruzione, in relazione al percorso del sole si dispongono le parti di cui si compone, il luogo dove sorge indirizza in modo sostanziale sia la forma dell’insediamento che la prevalente attività lavorativa che in esso si svolge.
L’ubicazione dei fabbricati veniva studiata approfonditamente prima della loro edificazione; venivano evitate le zone franose, quelle paludose e previlegiate ubicazioni ventilate dove le derrate alimentari immagazzinate potevano essere meglio e più a lungo conservate.
Le scale per accedere al piano superiore, di norma adibito a residenza della famiglia colonica, venivano sempre poste nel lato sud del fabbricato; tutti i locali ad angolo erano dotati di doppie finestre per ottenere un adeguato arieggiamento. Massima attenzione era riservata al percorso del sole, che condizionava l’orientamento e la forma dell’edificio.
Ricordiamo che, oltre ad accogliere la famiglia del mezzadro, e spesso quelle dei contadini lavoratori stagionali, la casa colonica è anche e soprattutto laboratorio per le molteplici attività connesse alla vita di campagna, luogo dunque di produzione, lavorazione e immagazzinamento dei prodotti e poi deposito degli attrezzi da lavoro e infine anche officina di riparazione degli stessi. La casa rurale si arricchisce via via di annessi e altre costruzioni che si organizzano intorno alla casa. Risalta l’estrema semplicità delle forme costruttive e la povertà dei materiali di costruzione, allo stesso tempo la struttura è complessa e articolata dal punto di vista funzionale.
In poche parole è un’architettura senza architetti, frutto delle capacità umane e della profonda conoscenza dei fattori ambientali, parliamo di un’arte di costruire legata al paesaggio circostante e all’amore per la terra di cui il contadino si deve prendere cura quotidianamente, il risultato si rivela tuttavia esteticamente efficace e convincente.
Citiamo l’architetto Giuseppe Pagano (1896-1945) che ben riassume questo concetto di concretezza e funzionalità: “Con l’architettura rurale l’immenso dizionario della logica costruttiva dell’uomo, creatore di forme astratte e di fantasie palstiche spiegabili con evidenti legami al suolo, col clima, con l’economia, con la tecnica ci è aperto davanti agli occhi. L’analisi di questo grande serbatoio di energie edilizie che è sempre sussistito come un sottofondo astilistico, può serbarci la gioia di scoprire motivi di onestà, di chiarezza, di logica, di salute edilizia là dove una volta si vedeva solo arcadia e folclore….Caratteristica dell’estetica della casa rurale è l’assenza di ogni preoccupazione dogmatica che non coincida con la necessità pratica o che non proceda inizialmente da una necessità funzionale o costruttiva. La sua espressione plastica procede dall’andamento del terreno, dall’orientamento del sole, dai materiali impiegati e dalle necessità interiori. Per di più essa è esente da ogni moda edilizia. Satura di una bellezza modesta ed anonima essa insegna a vincere il tempo e a superare le caduche variazioni decorative e stilistiche rinunciando a tutto ciò che è inutile e pleonastico.”
Riprenderemo l’argomento che si rivela meritorio di approfondimenti, ma crediamo di aver descritto intanto il vastissimo patrimonio presente sul territorio marchigiano, alcuni interventi di ristrutturazione conservativa hanno già rivelato le immense potenzialità di questi edifici rendendoli vere e proprie dimore di lusso, potenti scrigni di vita vissuta e di luxurylifestyle contemporanea. Altri edifici sono in attesa di amanti del bello e di chi è in grado di avere una visione allargata verso investimenti destinati a rivalutarsi negli anni. Noi di Personal Shopper Immobiliare condividiamo il progetto di dare nuova vita a questo inestimabile capitale di cui dispone l’Italia e abbiamo tutti gli strumenti per farlo diventare vostro.
Contattateci per raccontarci le vostre idee, insieme a noi diventeranno realtà!
Ph: Giovanni Gregori


